Duse è il nuovo film biografico di Pietro Marcello sulla vita di Eleonora Duse interpretata da Valeria Bruni Tedeschi

Venezia 82 – Duse, si va in scena

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Si aprono le tende della Sala Grande alla Mostra del Cinema di Venezia. Eleonora Duse è pronta a rubare la scena: Pietro Marcello alla regia, Valeria Bruni Tedeschi protagonista assoluta dello schermo. Il film prodotto da PiperFilm, Palomar, Avventurosa, Ad Vitam Film e Rai Cinema, è in Concorso per il Leone d’Oro di Venezia 82. Nel cast anche Noémie Merlant, Fanni Wrochna, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, Fausto Russo Alesi, Gaja Masciale e Noémie Lvovsky.

Duse uscirà nelle sale italiane dal 18 settembre 2025 distribuito da PiperFilm.

Sospesi sul viale del tramonto

Valeria Bruni Tedeschi è la Divina Eleonora Duse nel nuovo film di Pietro Marcello presentato in Concorso a Venezia 82. A fianco a lei Fanni Wrochna interpreta la sua assistente Desirée

Quando Gloria Swanson interpreta la diva Norma Desmond per il Sunset Boulevard di Billy Wilder diventa leggenda l’idea di raccontare la storia, la psicologia e la caduta di un talento carismatico sul finire della carriera. L’immagine è quella di Swanson in piedi, nel buio della sala, illuminata dalla luce del proiettore, mentre fa quello che le riesce meglio: essere in scena (anche nella vita reale). Ma il tempo scorre, la società si trasforma, l’arte cambia così come il mondo attorno ad essa, e la luce emanata dalla diva viene inevitabilmente inghiottita dal buio.

Il film inizia con un’atmosfera sospesa tra la realtà e l’ultraterreno, con dei modellini in una nebbia baviana e una funivia tra le nuvole. Così entra in scena la Divina Eleonora Duse, con un ritorno in un mondo che non le appartiene più. È ancora acclamata, desiderata, mossa dalla poesia, ma con il volto stanco mascherato da un sorriso di chi vuole dimostrare di star bene. Prima di atterrare Eleonora consiglia alla sua assistente Desirée (Fanni Wrochna) di recitare una parte. E anche lei farà lo stesso, per tutta la durata del film.

Duse, l’arte oltre la vita

Quando Eleonora Duse torna sulle scene il mondo del teatro ne è esaltato. Intanto le sue condizioni di salute peggiorano, il Fascismo ottiene consensi, il cinema è la grande novità. Il teatro inizia a spegnersi mentre si accende una Duse-fenice risorta più luminosa che mai, eppure presto cenere.

Eleonora Duse (Valeria Bruni Tedeschi) e la figlia Enrichetta (Noémie Merlant) in una scena di Duse di Pietro Marcello, in Concorso a Venezia 82

Non c’è tempo di fermarsi, Eleonora lo sa disobbedendo a chi le chiede di riposare. Sa che la morte è vicina ma che attraverso l’arte può ancora sentirsi viva. Enrichetta (Noémie Merlant, in una splendida interpretazione in lingua italiana), figlia di Eleonora, comprende che la madre ha sempre indossato una maschera, che per lei l’arte viene prima di ogni altra cosa: prima della sua salute, prima della sua famiglia, prima della vita reale. Ed è per questo che la figlia prova rabbia nella competizione con Desirée: sa bene che in quanto figlia reale non ha mai avuto possibilità di prevalere sulla figlia artistica.

Così quando le persone che Eleonora ha attorno svelano la finzione, il suo essere esplode nell’overacting, in un cortocircuito pirandelliano dove una maschera sostituisce la precedente con irruenza, fino a quando non indossa quella giusta, quella in grado di stregare i suoi cari, parenti e colleghi, nonché pubblico della sua performance eterna. Struggente in questo senso la prova di Valeria Bruni Tedeschi.

Le immagini di Pietro Marcello, poesia dipinta su pellicola

Duse è solo l’ultimo grande film di un autore che il mondo ci invidia. Quando Pietro Marcello mette mano alla macchina da presa lo spettatore entra in un mondo a parte. Ogni inquadratura è precisa, composta con eleganza, dove i personaggi diventano soggetti dipinti in quadri realisti o impressionisti. Ancora una volta il pubblico è viandante tra il reale e il magico, con un montaggio che alterna immagini di repertorio a inquadrature fiction d’impatto.

Valeria Bruni Tedeschi e Pietro Marcello sul red carpet di Duse a Venezia 82
Credits Aleksander Kalka, La Biennale – Foto ASAC

La colonna sonora di Marco Messina, Sacha Ricci e Fabrizio Elvetico spazia tra il classico e il contemporaneo. Il suono sembra modernizzarsi proprio nelle sequenze in cui i personaggi vengono sopraffatti dal progresso, così da avere in scena dei protagonisti fuori dal tempo, non più adatti a un mondo che va così veloce.

Duse è quindi una pellicola dal grande fascino, valorizzata da interpreti incontenibili esaltati dalla foga di rimanere al passo in un’epoca di profondi cambiamenti. Un film elegante ed estremo dove è impossibile scindere arte e artista, finzione e realtà. La vita alimenta l’arte, l’arte inghiotte la vita. Tra urla, pianti e risate, i personaggi sono tutti parte di una pièce, ma non se ne sono ancora accorti.

Eleonora Duse sì, e lascia il mondo recitando.
Sipario.


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Classe 1997, appassionato di cinema di ogni genere e provenienza, autoriale, popolare e di ogni periodo storico. Sono del parere che nel cinema esista l'oggettività così come la soggettività, per cui scelgo sempre un approccio pacifico verso chi ha pareri diversi dai miei, e anzi, sono più interessato ad ascoltare un parere differente che uno affine al mio.

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