Bart Layton, regista britannico di noir, torna al cinema con Crime 101 – La strada del crimine, adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Don Winslow. Sullo sfondo di una Los Angeles dorata e febbrile, all’insegna degli inseguimenti sulla 101 – l’autostrada lungo la costa californiana che dà il titolo al film – si muove Mike Davis, ladro metodico le cui rapine continuano a lasciare la polizia senza tracce.
Mike è un criminale sui generis: si muove sempre sullo stesso percorso, non usa violenza, ed è molto attento a non lasciare tracce. Alla centrale di polizia, le similitudini tra un caso e l’altro non sono sfuggite: Lou Lubesnik, brillante poliziotto sull’orlo di una crisi di mezza età, intuisce uno schema ricorrente. Oltretutto, quando Ormon (un Barry Keoghan perfettamente calibrato tra tragicomico e inquieto) prende il posto di Mike per una rapina, il modus operandi stona immediatamente. Inizia così una caccia al ladro inarrestabile.

Crime 101, sulle tracce del ladro dal codice morale
Crime 101 presenta un cast rubato agli Avengers (o, più precisamente, a Thor Ragnarok): Chris Hemsworth nei panni del ladro dal codice morale; Halle Berry nel ruolo di Sharon Colvin, broker di una multinazionale di assicurazioni, bersaglio della rapina; e Mark Ruffalo come l’intuitivo poliziotto Lou Lubesnik. Non manca, infine, Barry Keoghan, nei panni di Ormon, un criminale “wannabe”. Oltre al cast stellare, il noir di Bart Layton è un piacevole film d’azione, che tocca alcune questioni scottanti, pur senza indagare troppo a fondo. In più, Crime 101 si inserisce nella cornice dei noir contemporanei, ispirandosi a modelli di riferimento come Heat di Michael Mann.
Se Lou individua uno schema preciso nelle rapine, i suoi colleghi preferiscono chiudere i casi in fretta: per loro, diventa più importante dare l’impressione di aver trovato un colpevole, piuttosto che indagare le tracce del misterioso ladro. Allo stesso modo, Sharon è insoddisfatta perché costantemente ignorata dai suoi superiori al lavoro, i quali le promettono una promozione che si rivela sempre più illusoria.

Crime 101, un thriller che si destreggia tra premi Oscar e denunce sociali
Così, tra le inquadrature di una Los Angeles in preda alla frenesia, Crime 101 riesce anche a sfiorare temi quali la corruzione nel corpo di polizia e discriminazioni legate al genere e all’età sul posto di lavoro. Curioso anche come i tre personaggi principali – Mike, Sharon e Lou – abbiano un rapporto altamente conflittuale con i propri capi, sottolineando una dinamica di potere dalla quale c’è un evidente desiderio di svincolarsi. Crime 101 mette in scena anche alcune ingiustizie sociali che forse in altri film sarebbero restate ai margini: da una parte, una fascia della popolazione che continua ad arricchirsi, e dell’altra una significativa fetta di abitanti che arranca in condizioni di povertà.
È qui che sorgono le motivazioni per derubare compagnie assicurative per Mike: in un mondo in cui lo squilibrio economico diventa sempre più profondo, perché non togliere ai più ricchi? Con questa premessa, Mike si delinea come un personaggio con sfaccettature evidenti, sebbene non particolarmente indagate – sempre coinvolto nell’azione quanto nell’introspezione.
Los Angeles tra solitudine urbana, disillusione e speranza
Un altro filo conduttore di Crime 101 è la solitudine urbana, in una metropoli dove le vite continuano a sfiorarsi, senza mai toccarsi per davvero. Come tutti i ladri sotto copertura, Mike non può uscire allo scoperto, perciò avere una relazione basata su fiducia e verità diventa un’impresa: per lui, l’intimità sembra più un rischio che una possibilità. Tuttavia, Mike cerca di uscire dalla sua comfort zone, dopo essersi imbattuto in Maya, PR di una compagnia di eventi incontrata durante un tamponamento stradale (in effetti, ha senso, dato che Mike trascorre buona parte della sua vita al volante).

Un dettaglio che sicuramente salta all’occhio è come i due siano inizialmente impacciati, strappandoci un sorriso: se pure Chris Hemsworth e Monica Barbaro (attrice candidata agli Oscar per A Complete Unknown) si ritrovano a gestire appuntamenti imbarazzanti, è impossibile scappare da tali dinamiche nella vita di tutti i giorni.
Lo sguardo sull’amore nel film è, infatti, a tratti disilluso, sottolineando come i rapporti siano in costante evoluzione, e sovrapponendo situazioni agli sgoccioli con momenti più leggeri. Lou viene mollato dalla sua compagna in modo pressoché indifferente, Sharon scrolla annoiata le dating app. Anche l’unione tra il milionario Monroe e la futura moglie appare più economica che sentimentale. Eppure, in mezzo alle delusioni resta uno spiraglio di possibilità.
Un finale da plot-twist
Il finale di Crime 101 coglie impreparati, rivelando un plot-twist (il quale non verrà rivelato per badare agli spoiler) che non lascerà indifferente il pubblico. Con cambi di inquadrature costanti – che catturano Los Angeles in continuo movimento, dando l’impressione di un luogo dove fermarsi non è contemplato – la tensione cresce. Infatti, uno dei punti di forza è la fotografia che, attraverso colori tenui e paesaggi in movimento, racchiude una trama ricca di spunti.

La sceneggiatura, tratta dal racconto di Don Winslow, presenta infatti una storia piuttosto fitta, piena di snodi e momenti marginali, che in realtà diventano cruciali per capire l’intreccio narrativo.
Dopo aver affrontato i diversi eventi cruciali della storia, il climax dell’azione raggiunge il massimo, portando a un finale decisamente inaspettato. Sicuramente una ciliegina sulla torta che aggiunge un effetto sorpresa, di difficile prevedibilità. Crime 101 è un noir contemporaneo e piacevole, che vi terrà incollati alla poltrona del cinema – sfiorando anche temi urgenti, senza però approfondirli fino in fondo – marcando comunque un solido thriller d’intrattenimento.
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