In Il fuoco che ti porti dentro, Angela (Vanessa Scalera) guarda lo spettatore.

Venezia 83 – Il fuoco che ti porti dentro, il dramma familiare che incendia il cuore

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5 minuti di lettura

In Concorso all’83esima Mostra del Cinema di Venezia, Il fuoco che ti porti dentro, diretto da Edoardo De Angelis e basato sull’omonimo romanzo di Antonio Franchini (edito da Marsilio Editore), porta in scena il gigantesco dramma di una famiglia che fa i conti con la figura tirannica della madre, interpretata da una grandissima Vanessa Scalera.

Il fuoco che ti porti dentro arriverà prossimamente nelle sale italiane grazie a 01 Distribution.

Il fuoco che ti porti dentro, la tirannia di una madre

Il fuoco che ti porti dentro porta a schermo le interazioni familiari durante il giorno della Vigilia di Natale. Antonio (Lino Musella), editor di un’importante casa editrice, vive a Milano con la famiglia e, soprattutto, con la madre, Angela (Vanessa Scalera), che è venuta in visita da Napoli. Angela è fin da subito una presenza ingombrante. Donna dispotica, tirannica, esagerata, incarna tutti gli orrori italiani: il qualunquismo, l’omofobia, il classismo, il rancore nei confronti di chi la circonda… e chi più ne ha, più ne metta.

Durante i preparativi per il cenone della Vigilia, Angela non sopporta nessuno e attacca con cattiverie gratuite chiunque le si avvicini. L’equilibrio precario della famiglia si sgretola sempre più con il passare delle ore, fino a un confronto finale che porta con sé una profonda riflessione sulla natura del rapporto tra una madre e i suoi figli.

In Il fuoco che ti porti dentro, Angela e Antonio litigano.

Il fuoco che ti porti dentro, un amalgama di umanità

Tratto dall’omonimo romanzo-memoir di Franchini, Il fuoco che ti porti dentro ricalca la storia familiare dello scrittore in un racconto di cui Angela, la madre, è protagonista assoluta. Il film di De Angelis rispetta fedelmente questa intenzione.

Angela, grazie alla performance attoriale titanica di Vanessa Scalera, è fuoco. E, come Icaro, chi ci orbita troppo vicino finisce inevitabilmente per bruciare. Dispotica di natura, non è riuscita a coltivare un buon rapporto con i figli, che adesso la disprezzano a causa degli abusi verbali subiti nel corso degli anni.

Ma ne Il fuoco che ti porti dentro De Angelis non dà una lettura polarizzante della donna. Angela non è solo un personaggio complesso, è una creatura viva, palpabile, che trascina la scena. Partendo dal romanzo di Franchini, la sceneggiatura del film – firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia e lo stesso regista – è ottima e scorre con un bellissimo ritmo. Il rapporto che si scopre, scena dopo scena, durante la visione del film mostra una donna alle prese con la maternità in senso largo e le conseguenze di vita che ne derivano, portando inevitabilmente alla domanda: “Da che cosa nasce il fuoco che Angela sente dentro?”

In Il fuoco che ti porti dentro, Angela e Antonio provano a sgozzare un cappone.

Il fuoco che ti porti dentro non offre soluzioni univoche, ma dà tutte le coordinate in scena per interpretare il personaggio. Si vede che Angela porta dentro di sé una tristezza che la sta bruciando lentamente: è a causa del senso di inferiorità che prova nei confronti degli altri? O è il risentimento verso i propri figli la vera causa?

In questo rapporto disfunzionale, i figli, Antonio e Paola (Ivana Lotito), sono vittime, ma anche carnefici. Sono anche loro parte attiva di questa relazione tossica; ma non ce la fanno più, sono arrivati a un punto di rottura. Il fuoco che ti porti dentro non delinea un dualismo tra bene e male, tra persecutori e perseguitati, tra dramma e commedia. Il film, infatti, coniuga alla perfezione comicità e dramma in un amalgama che rispecchia alla perfezione la complessità delle relazioni umane. Anche nell’animo dei figli, quindi, brucia lo stesso fuoco che c’è in Angela, perché forse, quel fuoco, brucia dentro tutti.


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Classe 1997, laureata in lingue, traduttrice appassionata di cinema. Quando non sono alle prese con un testo o con un film, sto probabilmente cercando di salvare il mondo in qualche videogioco.

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