The Beauty (FX, 2026-)

The Beauty, la bellezza è un virus letale

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L’ossessione per la bellezza è da sempre al centro delle storie che ci raccontiamo: dalla fiaba di Biancaneve fino ai recenti fenomeni di The Substance di Coralie Fargeat e di The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt, ci siamo sempre raccontati storie di persone che, per ottenere bellezza, giovinezza e vitalità, prendono decisioni oscure e inquietanti, quando non omicide. In questo nutrito filone si inserisce anche la nuova serie TV creata, scritta e prodotta da Ryan Murphy (assieme a Matt Hodgson) per Hulu e FX: The Beautyshow in undici puntate che verrà distribuito a partire dal 22 gennaio 2026 sulla piattaforma Disney+ con un rilascio settimanale di due episodi alla volta.

Noi di NPC Magazine abbiamo visto in anteprima le prime due puntate e abbiamo partecipato alla conferenza stampa con i protagonisti della serie – tra gli altri Evan Peters, Rebecca Hall e Ashton Kutcher. Pur stando attenti a non rivelare troppo per non rovinarvi l’esperienza di visione, quello che vi possiamo dire è che The Beauty – almeno nelle prime due puntate – sintetizza al meglio l’intero mondo seriale di Ryan Murphy, unendo la narrativa di genere all’estetica camp in un cocktail inebriante e di cui non potrete fare a meno.

The Beauty, ossessionati dalla bellezza e dal sesso

L’episodio pilota della serie The Beauty si apre con una scena che setta decisamente il tono dell’intera serie: una modella parigina fugge dalla sfilata cui sta partecipando, viene investita da un’auto in corsa, si reca in una brasserie e la distrugge, si abbevera con litri e litri di acqua (perfino da quella della tazza del cesso), salvo poi alla fine esplodere in una grande poltiglia fatta di sangue e di interiora.

A partire da questo evento a dir poco sconvolgente, The Beauty interseca una serie di personaggi e sottotrame: due agenti dell’FBI (Peters e Hall) – nonché amanti nel tempo libero – iniziano ad indagare su una sequela di top model internazionali misteriosamente uccise; un uomo del Jersey (Jeremy Pope), solo e miserabile (ma anche un po’ incel), decide di ricorrere a delle procedure estreme per cambiare la propria vita; un misterioso milionario (Kutcher) e il suo sicario letale (Anthony Ramos) si aggirano nelle varie capitali del mondo alla ricerca della polizia che si è messa sulle loro tracce.

Ciò che unisce tutti questi personaggi è un’unica cosa: una malattia sessualmente trasmissibile (o, come viene chiamata nella serie, “virus”) che colpisce gli individui con cui entra a contatto. I sintomi? Diventare bellissimi, dei veri e propri modelli – ma anche avere costantemente sete, febbre ben sopra i 45 gradi, e alla fine esplodere per un’autocombustione interna.

The Beauty (FX, 2026-)

Virata decisamente sulla dimensione fantascientifica e smaccatamente camp, The Beauty mette in scena la ricerca spasmodica di modificare il proprio aspetto fisico per ottenere credibilità e rispetto sociale. Quello che spinge il giovane uomo, in fondo, a contrarre il virus è proprio la necessità di sentirsi amato e accettato da una società che fino a quel momento l’aveva sempre rifiutato per il suo aspetto e la sua persona – grassottello, vergine, solo. Da giovane uomo disperato che pare uscito dal popolare romanzo di Tony Tulathimutte, Rifiuto, il personaggio interpretato da Jeremy Pope finisce per contrarre il virus e diventare un fotomodello; nel farlo però, finisce per mettere a rischio la sua stessa vita.

La bellezza, dunque, si fa un simbolo di potere, una valuta sociale facilmente spendibile nella società dell’immagine raccontata da The Beauty: una volta che la si possiede, non solo si può operare la mitologica scalata sociale, ma ci si sente potenti, inarrivabili, quasi divini – nelle parole del miliardario di Ashton Kutcher: “I belli non pensano che le regole si applichino anche a loro“.

Lungi però dal fare facili moralismi (la stessa agente dell’FBI di Rebecca Hall ammette di essersi rifatta il seno per sentirsi più a suo agio nel suo corpo), la serie di Murphy cerca di mettere piuttosto in guardia da una realtà e da questioni che nel nostro presente già affrontiamo – nelle parole di Ashton Kutcher in conferenza stampa, The Beauty è “una serie ambientata cinque minuti in avanti nel futuro“.

In un mondo come quello odierno fatto di Ozempic e di creme dimagranti vendute su Instagram, di filtri che alterano il nostro aspetto sui social e di una pressione sociale continua legata al nostro modo di apparire accanto ai trend da seguire, Murphy e Hodgson raccontano i metodi facili e i rischi che alcune persone sono disposte ad affrontare per apparire più belle, più socialmente appetibili, più scopabili (nell’ottica dell’agente Madsen di Evan Peters, tutto quello che si fa dall’adolescenza fino alla morte ruota attorno al sesso e al desiderio di piacere agli altri).

The Beauty (FX, 2026-)

Ma, al tempo stesso, The Beauty si dimostra nelle sue due prime puntate ben consapevole di non essere un trattato di sociologia: l’estetica camp e il taglio narrativo di genere – marchi di fabbrica storici dello showrunner di Glee e di American Horror Story – attraversano le puntate donando alla serie la giusta dose di umorismo e di leggerezza ad un prodotto che, pur prendendosi poco sul serio, non scade mai nel ridicolo o nel patetico, ma anzi rimane proprio per questo sempre avvincente e intrigante, sia pur un po’ superficialotto.

Murphy finisce così per confezionare due puntate di puro thriller internazionale – la serie è infatti ambientata tra Parigi, New York, Roma e Venezia – che incollano lo spettatore allo schermo, nell’attesa del prossimo risvolto narrativo incredibile o del plot twist sempre dietro l’angolo.

La bellezza è già letale” secondo il cast di The Beauty

Nella grigia mattinata del 19 gennaio scorso, al cinema Moderno di Piazza della Repubblica a Roma il cast di The BeautyEvan Peters, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Ashton Kutcher, in foto – ha incontrato la stampa per parlare della serie, della bellezza e di cosa vuol dire oggi raggiungere gli standard sociali imposti.

The Beauty (FX, 2026-)
Il cast di The Beauty alla presentazione della serie a Roma

Una serie faticosa da girare, The Beauty, stando alle parole del cast: tutti hanno infatti parlato di un’intensa preparazione fisica necessaria per girare la serie e, soprattutto, le sue scene d’azione che costellano l’intera serie. Tra lezioni di contorsionismo – utili a mettere in scena il contagio del virus, simile ad una sorta di possessione demoniaca – e combattimenti corpo a corpo, tutti sul set hanno avuto il loro gran daffare.

Più che sulla loro personale esperienza, però, in conferenza stampa si è molto parlato delle questioni sociali che animano The Beauty, oltre ad altre suggestioni più contemporanee e attinenti. Parlando infatti del proprio rapporto con la bellezza, Rebecca Hall e Ashton Kutcher hanno commentato sottolineando l’importanza e la bellezza delle proprie imperfezioni e della vita che ciascuno vive – facendo anche riferimento ad aneddoti personali.

Se da un lato Hall ha parlato della sua esperienza ad Hollywood – “quando sono arrivata, mi hanno detto spesso che avevo dei denti molto londinesi: un modo per dirmi di farmeli aggiustare, dice l’attrice britannica che ha però resistito in quanto apprezzava questo aspetto del suo corpo -, Kutcher dall’altro ha usato l’esperienza con suo fratello gemello malato di SLA e con le sue personali insicurezze di adolescente per sottolineare quanto apprendere la distinzione tra empatia e compassione gli abbia aperto gli occhi; a chi gli chiede poi quanto abbia influito il suo essere piacente nella vita, Kutcher risponde che “questa è l’unica vita che abbia vissuto. I don’t know“.

The Beauty (FX, 2026-)

Nella conferenza stampa di The Beauty si è poi lasciato spazio per riflettere sul rapporto tra bellezza e tecnologia: Ramos infatti sottolinea quanto la pressione dei media – costantemente presenti nella vita delle nuove generazioni, a differenza di quelle precedenti -, con i loro trend, la costante performatività sociale e l’esposizione continua del corpo degli altri, ha già un serio impatto sulla vita dei giovani, incapaci di trovare se stessi nel marasma digitale in cui vivono. Non è un caso, come aggiunge Hall, che i giovani già oggi muoiono e si tolgono la vita perché non rispettano i canoni di bellezza del momento.

Sulla stessa linea, Kutcher amplia il discorso all’impatto delle intelligenze artificiali: pur sostenendo che sia da considerare un nuovo medium lontano da quelli già diffusi, per l’attore statunitense il suo impatto sulla percezione sociale della bellezza è già presente e potenzialmente dannoso nella società odierna.


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Classe 2001, cinefilo a tempo pieno. Se si aprissero le persone, ci troveremmo dei paesaggi; se si aprisse lui, ci troveremmo un cinema. Ogni febbraio vorrebbe trasferirsi a Berlino, ogni maggio a Cannes, ogni settembre a Venezia; il resto dell'anno lo passa tra un film di Akerman, uno di Campion e uno di Wiseman.

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