Daredevil: Born Again

Daredevil: Born Again, stagione 2: è guerra a NY

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L’anno scorso, il ritorno di una serie Marvel amatissima come Daredevil era stata accolta sia con entusiasmo che riserve: se da un lato rivedere tutti i volti noti in un racconto più urban e adulto degli standard della Casa delle Idee aveva raccolto grandi apprezzamenti, dall’altro c’erano ancora dubbi sull’ombra della disneyzzazione rispetto al tono dello show Netflix originale. La seconda stagione spazza via queste preoccupazioni: non c’è tempo da perdere, a New York si combatte (con un occhio ben chiaro alla realtà statunitense) e il livello stavolta sale davvero.

Si è conclusa la seconda stagione di Daredevil: Born Again (Daredevil: Rinascita nell’adattamento italiano), tutti gli episodi sono in streaming su Disney+.

Daredevil: Born Again, dove eravamo rimasti?

Daredevil: Jessica Jones e Matt nella serie su Disney+

La prima stagione di Daredevil: Born Again si era conclusa con New York sotto la legge marziale del sindaco Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio), che ha dichiarato guerra ai vigilanti, e Matt Murdock/Daredevil (Charlie Cox) costretto a darsi alla macchia insieme alla fidanzata Karen Page (Deborah Ann Woll).
Ora, Matt cerca di organizzare la resistenza mentre lotta disperatamente per trovare un appiglio contro un Fisk che sembra invincibile e inattaccabile, e nel fare ciò sarà costretto a incrociare di nuovo la sua strada con l’odiato Bullseye (Wilson Bethel).

Uno dei problemi della prima stagione era stato il voler convogliare troppo in meno episodi di quanti ne sarebbero serviti, risultando ad esempio in un villain sacrificato (Muse). Questo sequel, al contrario, è libero dal dover costruire nuova scena e personaggi, e può concentrarsi al 100% su quello che vuole raccontare. Non c’è tempo per divagare: la situazione è delicatissima per Matt e i pochi rimasti fedeli cercano di opporsi a una tirannia che tiene New York sotto scacco.

Daredevil: Born Again, Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio)

Murdock e Fisk, Daredevil e Kingpin

Il nucleo sono sempre loro, le due anime di Daredevil: Matt Murdock e Wilson Fisk, il Diavolo e il sindaco. Senza perdersi in antagonisti secondari, la seconda stagione di Daredevil: Born Again concentra tutto sul dominio di Kingpin, che tiene New York in pugno e mai come ora sembra impossibile da scalfire e sradicare.

Matt deve nascondersi e combattere nell’ombra, affidandosi ai pochi fidati che ancora credono nel bene e si oppongono ai rastrellamenti della dittatoriale e violenta Task Force Anti Vigilanti istituita da Fisk: ancora una volta, come parallelamente in The Boys, la realtà americana si rispecchia nella sua televisione, perché il pensiero va da sé alle violenze della trumpiana ICE. E allo stesso modo, vedere un agente dell’AVTF ricevere il benservito dal Diavolo di Hell’s Kitchen non può che strappare un sorriso (segnaliamo anche un miglioramento nelle coreografie dei combattimenti, non sempre all’altezza nella prima stagione).

Daredevil: Born Again, Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio)

Kingpin, dal canto suo, è imponente e spaventoso come nei giorni di gloria, soprattutto verso la conclusione in cui va perdendo inesorabilmente il controllo a seguito di un preciso evento, e non si fa più riserve a sporcarsi le mani. Ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, Vincent D’Onofrio e Charlie Cox si confermano padroni assoluti dei rispettivi ruoli, e le loro interazioni sono il cuore pulsante della serie, scolpendosi in calce tra i migliori casting di sempre nella storia della Marvel al pari dei vari Robert Downey Jr e Hugh Jackman.

Va anche detto, però, che per almeno quattro stagioni su cinque totali tra Netflix e Disney+, Fisk è stato il villain principale: ora, dopo questo importante picco emotivo e narrativo, è bene che la serie esplori anche altri antagonisti di Daredevil e lasci un po’ di respiro a Kingpin.

Daredevil: Born Again 2 è speculare alla prima stagione sotto questo aspetto: se nella precedente c’era stato molto spazio per il Matt Murdock al lavoro in tribunale, e una struttura quasi ad episodi verticali che portavano lentamente avanti la trama orizzontale, qui c’è per forza di cose molto più Daredevil sporco di sangue, mentre il completo da avvocato è riservato agli ultimi due travolgenti episodi. L’esplosivo finale porta con sé rivelazioni shock e un pathos che raggiunge decisamente i picchi della serie madre (e una speranza dopo tanti fallimenti della Casa delle Idee sul piccolo schermo, in un periodo grigio a 360°).

Daredevil: Born Again 2, un Bullseye mai così irresistibile

Daredevil: Born Again, Bullseye (Wilson Bethel)

Un altro personaggio che esce promosso a pieni voti da Daredevil: Born Again 2 è il Bullseye di Wilson Bethel. Al secolo Benjamin Poindexter, anche lui confermatissimo dal cast originale della serie Netflix, nella prima stagione non aveva avuto molto spazio dopo aver esordito col botto assassinando Foggy. Ora, Matt si ritrova a dover collaborare con il micidiale killer alla ricerca di una minima redenzione, o forse solo di divertimento, nonostante le remore di una furiosa Karen Page: Bullseye è una spinta di grande potenza alla serie, con il suo sorriso mellifluo e le abilità che rivaleggiano con quelle di Devil stesso. Resta da vedere cosa ci riserverà il suo futuro nell’MCU (i nuovi Thunderbolts?).

Anche i volti nuovi introdotti nella scorsa stagione alzano il livello, come il sicario personale di Fisk, il gelido Buck Cashman (Arty Froushan), la coraggiosa reporter BB Urich (Genneya Walton) e soprattutto il giovane assistente del sindaco Daniel Blake (Michael Gandolfini), combattuto tra le ambizioni di carriera e l’amore per BB. Ciliegina sulla torta è il preannunciato ritorno di un’amatissima Jessica Jones (Krysten Ritter) in soccorso a Matt: che sia il preludio a una reunion dei Defenders?

Il problema principale, a volerlo cercare, è più di continuity che della serie in sé. Soprattutto nel finale, ma in generale per tutta la stagione, succedono eventi a New York che sono francamente difficili da ignorare in quadro ipercollegato come quello del Marvel Cinematic Universe (e di cui per esempio, nei Thunderbolts dello scorso anno non c’era menzione).

Qualcosa di cui un certo Spiderman, per dirne uno, è difficile non si curi: lo sappiamo, il nodo sono i diritti condivisi con la Sony, ma sarebbe opportuno che venisse spiegato a luglio in Spiderman: Brand New Day, anche se la Marvel negli ultimi anni ci ha abituati a una continuità piuttosto volatile, per così dire. Allo stesso modo, si spera che l’assenza di Punisher venga esplorata nel suo special in arrivo il 12 maggio 2026, Punisher: Last Kill.

In ogni caso, Daredevil: Born Again fa un gran passo avanti con questa seconda stagione, verso la terza con riprese già in corso per il prossimo anno, confermandosi per distacco il miglior show Marvel su Disney+.


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Classe 2000, marchigiano ma studio Comunicazione all'Università di Padova. Mi piacciono la pallacanestro, i cani e tanto tanto cinema. Oh, e casomai non ci rivedessimo, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!

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