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Quentin Tarantino

Innamorati di Quentin Tarantino: guida alla filmografia

Una guida per avvicinarsi alla filmografia di Tarantino

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15 minuti di lettura

Written and direct by Quentin Tarantino. Quante volte l’abbiamo letto e quante volte siamo usciti dalla sala cinematografica contenti e soddisfatti. Quante volte la visione di un suo prodotto ha regalato momenti davvero unici, grazie soprattutto alla cura per gli aspetti tecnici ed estetici e, in particolar modo, per mezzo della costruzione di vicende rimaste nell’immaginario di tutti.

Per non parlare dei personaggi, molti dei quali celebri per le battute pronunciate, per i cliché incarnati e per le emozioni che hanno saputo trasmettere. Tarantino, come ben si sa, è quel classico regista che o lo si ama o lo si odia. Non esistono vie di mezzo. E per quanto si possa detestare per il suo eccessivo uso della violenza, il smodato ricorso alla volgarità e al sangue, ricordiamoci quanto disse lui stesso: “se vai a un concerto dei Metallica non chiedi di abbassare la musica”.

Quentin Tarantino: di chi stiamo parlando?

Quentin Tarantino

Quentin Tarantino, classe ’63, è un regista, sceneggiatore e attore statunitense. Il suo ruolo nel mondo del cinema è alquanto singolare, dal momento che la sua formazione non passa attraverso le accademie o le scuole di cinema, bensì all’interno di un videonoleggio nel quale lavorò per alcuni anni. Il rapporto con il cinema è sempre stato vivo, sin dalla tenera età. E l’importanza che ha attribuito alla settima arte è stato tale che lui stesso, durante un’intervista con l’attore Marco D’Amore, ha affermato che il cinema gli ha permesso di avere una cultura.

Quentin Tarantino cominciò a lavorare nell’universo cinematografico come sceneggiatore. Il suo primo grande successo giunse nel 1987 grazie alla vendita della sceneggiatura del film Una vita al massimo. Due anni dopo scrisse la sceneggiatura per Assassini nati – Natural Born Killers, di cui si ricorda la furibonda lita con il regista Oliver Stone per via di alcune modifiche alla stessa. Ma è con gli anni Novanta che Tarantino avrà una vera e propria consacrazione, dapprima sempre come sceneggiatore per il film Dal tramonto all’alba diretto da Robert Rodriguez; e poi come regista. Nel 1992 infatti esce Le iene, titolo originale Reservoir Dogs.

Due anni dopo, la fama di Tarantino raggiunge le vette internazionali. Soprattutto grazie al film più famoso del regista di Knoxville: Pulp Fiction. Il suo debutto fu davvero eclatante, tanto da ricevere importanti premi, come, ad esempio, un Oscar alla miglior sceneggiatura originale. Con questa pellicola, Tarantino si aggiudica la fama dei film a-là Tarantino, un marchio di fabbrica che l’accompagnerà per tutte le restanti produzioni.

I punti di forza dei film di Tarantino sono i dialoghi, la frammentazione, quasi sempre temporale, la violenza e la presenza di elementi che richiamano la cultura pop. Inoltre, nelle sue opere vi è una conoscenza enciclopedica di pellicole che ha visto nel corso della propria vita, declinato in un infinito citazionismo. Come accennato prima, Tarantino è un regista non esente da critiche. Oltre all’uso smoderato della violenza (fisica e verbale), il regista è stato molto spesso accusato di plagio e di offesa nei confronti di varie etnie. Accuse che lui ha sempre respinto, dal momento che l’immaginario presente nelle sue produzioni risente enormemente della cultura e della mentalità delle epoche nelle quali sono ambientate.

Come ogni regista che si rispetti, Quentin Tarantino è conosciuto per determinate ossessioni. Tra queste ricordiamo l’uso della pellicola durante le riprese dei propri film. In un’epoca in cui il cinema sfrutta il formato digitale, il regista preferisce ricorrere alla pellicola, tanto che il New Beverly Cinema, un cinema di sua proprietà presente a Los Angeles, proietta solo opere su celluloide.

Inoltre, Tarantino è anche famoso per i cereali da colazione, tanto che nei suoi film è possibile trovare marche di tutti i tipi, anche inventate da lui stesso. Ultimo, ma è la più nota fra tutte, Tarantino possiede un’immensa ossessione per i piedi femminili, ai limiti di un vero e proprio feticismo.

Con cosa iniziare: Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2

Quentin Tarantino Kill Bill

Titolo: Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2
Anno: 2003 / 2004
Durata: 106′ / 137′
Interpreti: Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen, Daryl Hannah, Gordo Liu, Michael Parks, Lucy Liu, Vivica A. Fox.

Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2 sono rispettivamente il quinto e sesto film di Quentin Tarantino. Entrambe rappresentano una prima maturità estetica, figlia di pellicole precedenti che hanno condotto il regista ad affinare sempre più la sua tecnica. Sia nel primo, sia nel secondo film, la protagonista è Beatrix Kiddo (Uma Thurman), alias La Sposa, la quale è artefice di un percorso che la vede al centro di una personale vendetta. Le ragioni sono esplicate già dall’inizio di Kill Bill vol. 1, quando la donna viene sparata a bruciapelo da Bill (David Carradine) durante le prove del suo matrimonio. Solo nel secondo capitolo si scoprirà che l’attentato, condotto da lui con l’ausilio dei propri fedeli sicari dell’uomo, era frutto di una malata quanto distorta gelosia d’amore.

Ciò che Tarantino costruisce in Kill vol. 1 e Kill vol. 2 è un personaggio che attualizza importanti tematiche. Beatrix Kiddo è una donna schiacciata dal potere di un uomo egoista, narcistista ed egocentrico, il quale non accetta le sue scelte di vita. E, infatti, viene sparata proprio per tale motivo e la sua reazione è uguale e contraria a quello che ha subito. Beatrix è costretta a fare i conti all’interno di una realtà modellata dalle regole del maschio dominatore, il quale crea le leggi e vuole che tutti le rispettano.

Pertanto, la protagonista è l’emblema di tutte le donne che hanno subito e subiscono vari generi di soprusi e violenza, sia fisiche, sia psicologiche. La vendetta diviene il movente con cui rompere questo dominio assoluto e ottimizzare il senso di giustizia che parte dal singolo.

Come proseguire: Pulp Fiction

Quentin Tarantino Pulp Fiction

Titolo: Pulp Fiction
Anno: 1994
Durata: 154′
Interpreti: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis, Tim Roth, Amanda Plummer, Ving Rhames, Christopher Walken.

Indubbiamente, Pulp fiction è uno dei capolavori del regista. L’opera ha saputo consacrare sia Tarantino stesso, dal momento che è stato premiato agli Oscar per la miglior sceneggiatura, sia attori come John Travolta (che all’epoca era relegato all’ombra dell’universo cinema) e, soprattutto, Uma Thurman, candidata agli Oscar come miglior attrice non protagonista. L’importanza legata alla pellicola è tale dal momento che l’autore ha saputo mostrare la sua narrativa e la sua tecnica, uniche nel suo genere.

La trama di Pulp Fiction è dettata dalla classica frammentarietà dei prodotti tarantiniani. Segue, infatti, le vicende di alcuni personaggi, come ad esempio la coppia di sicari Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson), i quali recuperano dapprima recuperano una valigetta dal contenuto anonimo, per poi essere costretti a risolvere una situazione piuttosto precaria. Vincent, inoltre, sarà anche protagonista accompagnatore della moglie del suo boss, Mia Wallace (Uma Thurman), il cui scopo sarà quella di tenerle compagnia e salvarla da un overdose.

Successivamente ci imbattiamo nelle vicende di Butch (Bruce Willis), un pugile corrotto, il quale sarà a costretto a perdere un incontro per disposizione del temibile Marsellus Wallace (Ving Rhames). Egli, invece, decide di vincere e darsi alla fuga insieme alla moglie. Per un mero scherzo del destino Butch e Marsellus si incontrano e, dopo un breve scontro, saranno soggetti alle violenze di due sadici stupratori.

Pulp Fiction è il principale marchio di fabbrica di Tarantino. È l’essenza della sua realizzazione cinematografica che affonda le sue radici nel postmoderno, declinato per mezzo del citazionismo, della travolgente cultura pop, dall’assenza di valori (quasi sempre parodiati) e dal trionfo del relativismo.

Per innamorarsi: Le Iene

Quentin Tarantino Le Iene

Titolo: Le iene (Reservoir Dogs)
Anno: 1992
Durata: 99′
Interpreti: Harvey Keitel, Tim Roth, Michael Madsen, Chris Penn, Steve Buscemi, Lawrence Tierney, Quentin Tarantino, Edward Bunker.

Con Le Iene ci troviamo al cospetto della prima produzione. Uscito nelle sale nel 1992, Quentin Tarantino, con un budget piuttosto misero, è riuscito a creare un prodotto rimasto negli annali. I protagonisti sono otto rapinatori dall’identità celata: Mr. White, Mr. Orange, Mr. Blonde, Mr. Pink, Mr. Brown, Mr. Blue, il capo Joe Cabot e il figlio Eddie il Bello. Il loro scopo sarà quello di rapinare una gioielleria, e iconica è la scena in cui discutono dei piani della rapina all’interno di un bar mentre consumano la colazione. Il film comincia con loro che discutono sulla veridicità del significato di Like a virgin della cantante Madonna, seguito dal motivo per il quale Mr. Pink non è solito offrire le mance.

Tuttavia la rapina si risolve in una vera e propria strage, nella quale Mr. Brown trova la morte e Mr. Orange resta ferito mortalmente. Si scopre che qualcuno è stato complice di una soffiata alla polizia (ed è presente un dettaglio, all’interno di una scena particolare, da cui si può sin da subito evincere il colpevole) e i sopravvissuti decidono di cercare chi ha compiuto il doppo gioco.

Le Iene è stato fin da subito oggetto di critiche positive e negative. Da un lato, è stato salutato come un’opera rivoluzionaria, dal momento che il modo di narrare una semplice vicenda era del tutto innovativa; dall’altro lato, Tarantino è stato accusato di usare violenza eccessiva e gratuita. Senza contare le accuse di plagio.

Con cosa non iniziare: C’era una volta a… Hollywood

Quentin Tarantino C'era una volta a Hollywood

Titolo: C’era una volta a… Hollywood
Anno: 2019
Durata: 161′
Interpreti: Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Margaret Qualley, Dakota Fanning, Kurt Russell, Michael Madsen, Luke Perry.

C’era una volta a… Hollywood è l’ultima produzione di Quentin Tarantino. La trama ruota attorno a Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e alla sua controfigura Cliff Booth (Brad Pitt). Seguiamo la vicenda di un attore in declino che cerca di riaffermarsi nel mondo cinematografico. Attorno abbiamo figure come Sharon Tate (Margot Robbie) e Roman Polanski (Rafal Zawierucha), e un importante fatto di cronaca passato alla storia come il massacro di Cielo Drive, condotta da cinque membri della famiglia Manson

C’era una volta a… Hollywood, come è stato definito da molti, è il ringraziamento che Tarantino fa al cinema. Così come il cinema gli ha dato tanto, lui rende a quest’ultimo il giusto omaggio. Prima di guardare la pellicola è consigliabile avere una solida cultura del regista, che passa necessariamente attraverso le sue principali opere. C’era una volta a… Hollywood è sì un capolavoro, che tuttavia può essere ben compreso e analizzato solo al seguito di una solida formazione. È, in fin dei conti, l’opera più atipica del regista, la quale, però, è funzionale per il principale scopo.

Per alcuni, C’era una volta a… Hollywood è concepito come il prodotto finale del regista. E se così fosse, Tarantino ha saputo salutare nel migliore dei modi l’universo che l’ha consacrato.

In copertina: Artwork by Madalina Antal
© Riproduzione riservata


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Alessandro La Mura

Classe ’93, vivo a Taranto, città che un tempo era l’angolo di mondo che più allietava il poeta latino Orazio. Laureato in lettere, trovo nella letteratura un grande appagamento dagli affanni quotidiani. La mia vita è libri, scrittura, film e serie TV. Sogno di fare della cultura il mio pane quotidiano.

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