fbpx
The Batman colonna sonora

The Batman, le musiche di Michael Giacchino spiegate

10 minuti di lettura

Dopo i film su Batman di Tim Burton, di Joel Schumacher e quelli di Christopher Nolan si riparte nel 2022 con The Batman di Matt Reeves. Per quanto riguarda le musiche si è scelto di andare sul sicuro con Michael Giacchino, un grande compositore affermatosi con le sue composizioni per i film della Pixar e per le serie di J.J.Abrams (Lost, Alias, Fringe). Il confronto sul piano musicale va con gli artisti che in passato hanno scritto le musiche per l’uomo pipistrello: Danny Elfman, Elliot Goldenthal e Hans Zimmer. Il risultato ottenuto è grandioso e si tratta di alcune tra le migliori musiche sentite al cinema negli ultimi anni.

In un’epoca dominata da jump scare, sound design e effetti rumoristici è un vero piacere constatare un ritorno alla musica orchestrale scritta, arrangiata e eseguita con grande maestria. In questo le composizioni di Michael Giacchino per Batman si avvicinano più allo stile di Danny Elfman che a quello di Hans Zimmer. Inoltre è presente un piacevole utilizzo di leit motiv che segnano un ipotetico collegamento con Howard Shore (Il Signore degli Anelli) e John Williams (Star Wars).

Perché le musiche di The Batman assomigliano a Star Wars

Si comincia con l’incedere solenne del tema principale, solo due note (Si bemolle e Sol bemolle) e una precisa scansione ritmica bastano al compositore per creare una texture ossessiva ma non monotona. Su questo tessuto sonoro, eseguito al pianoforte sul registro grave, si aggiungono poi altri strumenti: chitarre e bassi elettrici, effetti con l’eco e campane tubolari.

Il tema introdotto al minuto 0:36 del link di Spotify è struggente e quasi romantico tanto che sembra descrivere più l’uomo che l’eroe. La melodia si conclude su due accordi che creano un senso di serenità (al minuto 1:17 e 1:21) e sembrano anticipare la presa di coscienza del protagonista, che da emblema di vendetta si trasforma in emblema di speranza.

Il ritmo e il tempo rilassati ben si adeguano allo stile del film che, nonostante sia un cinecomic supereroistico, non è mai eccessivamente pirotecnico o basato esclusivamente su scene di azione. Piuttosto si tratta di un noir notturno e oscuro. La seconda parte del brano, dal minuto 3:58 fino alla fine, è un lungo crescendo di dinamica e arrangiamento che arricchisce l’ostinato di inizio composizione diventando via via più solenne e maestoso, ma mai pomposo o stucchevole. Il finale è affidato agli ottoni che la fanno da padrone, come già avveniva nel main theme di Danny Elfman trentatré anni prima.

Sembrano esserci alcune similitudini con il famoso tema realizzato da John Williams per la saga di Star Wars intitolato Imperial March. Questa impressione agisce a livello inconscio dapprima, ma resta dentro all’ascoltatore all’uscita dalla sala ed è diventata opinione condivisa in rete: qualche fan si è già adoperato a realizzare un epico mash up.

Il tema dell’enigmista, The Riddler

Brano misterioso e sospeso, ha una melodia lenta suonata sul registro alto con uno strumento con molto attacco, una percussione intonata, forse un pianoforte o un glockenspiel dal suono modificato. Successivamente si insinuano le voci femminili, sempre sul registro acuto, che rendono il tutto ancor più misterioso, visionario, sembra di essere nella testa dell’enigmista e di “sentire le voci”. Vengono introdotti effetti striduli ma lontani che anticipano di poco l’improvviso ingresso di un arpeggio a scansione ternaria in cui gli archi sono suonati con la tecnica dello staccato e del legato dal minuto 2:06.

Il tema del gatto, Catwoman

Il tema per Catwoman è sensuale e provocante, molto dolce e richiama alla mente i brani jazz che si sentono nei night club di alcuni vecchi film noir. Non è un caso che l’inizio sia affidato ad un pianoforte solista piuttosto che ad un’orchestra.

Dopo la presentazione della bellissima melodia e della relativa progressione di accordi, una breve transizione introduce l’orchestra e prepara il terreno per il vero protagonista di questa composizione: dal minuto 0:43 compare il violino.

È lui che dà voce a Catwoman con il suo caratteristico timbro; inoltre, grazie alla tecnica dello slide e del legato, l’effetto è molto simile a quello di un miagolìo. In una scena specifica si ha un elegante utilizzo di questo leit motiv: Bruce Wayne vede una donna uscire da un’auto, dapprima nota solo gli stivali, simili a quelli di Catwoman. Questa donna misteriosa accompagna Falcone, un personaggio molto corrotto, e Wayne sospetta che ci sia una relazione tra i due.

Come se fossimo nella testa di Bruce Wayne, la musica ci descrive i suoi pensieri, infatti in quel momento si ode il violino eseguire il tema di Catwoman senza rivelarci in maniera oggettiva, almeno inizialmente, se i sospetti sono confermati oppure no.

Ave Maria, Un riferimento al passato

La composizione Elles dritter Gesang di Franz Schubert, più nota come Ave Maria, rappresenta un ulteriore leit motiv, ovviamente non composto appositamente per il film. La si sente nel prologo e non si capisce subito il senso di questa scelta, ma il brano ricompare altre volte più avanti e si intuisce pian piano che esso rappresenta la memoria di Bruce Wayne, i suoi ricordi e più in generale il passato. La si sente addirittura canticchiata a cappella dall’enigmista in una scena in cui vuole provocare Batman.

Michael Giacchino stesso sembra voler citare questo tema in alcuni punti, in maniera sottile e non evidente, inglobandola nelle sue composizioni. Ciò accade per esempio nella scena successiva al confronto tra Batman e l’Enigmista (brano A Flood of Terrors), in cui un violino molto acuto riprende la melodia canticchiata poco prima dal villain, come un’eco, e sembra che stia proprio “cantando” le parole “Ave Maria” (minuto 2:48 del link di Spotify).

Un altro esempio è il brano Hoarding School: dal minuto 0:51 si ode una voce simile come timbro e note a quella che siamo abituati a sentire nelle esecuzioni più famose della composizione dell’800.

Una colonna sonora nuova ma già classica

Michael Giacchino ha ottenuto un grande risultato con quest’opera, accostabile in parte alla classicità di Danny Elfman, per esempio nell’utilizzo ritmico degli archi staccati e per la capacità di saper sfruttare tutte le sfumature e articolazioni di un’orchestra.

Non di meno è stato in grado si lasciarsi influenzare dagli sperimentalismi di Hans Zimmer, nell’utilizzo di alcuni effetti crescenti e dissonanti negli archi (si pensi al tema di Joker realizzato dal compositore tedesco) ma anche nell’utilizzo di sonorità ibride (non solo orchestra ma anche, in parte, elettronica). Infine Giacchino è stato in grado di dare un tocco personale e unico, grazie anche alla sua esperienza maturata in Pixar, soprattutto nei momenti più dolci, delicati e ricchi di pathos.


Seguici su InstagramTik TokFacebook e Telegram per sapere sempre cosa guardare!

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club

Sono un musicista e compositore, attivo soprattutto come batterista nel mondo rock/metal/progressive dai primi anni 2000 e ho avuto il piacere di suonare a livello internazionale con band come Power Quest, Arthemis, Hypnotheticall, Watershape. Sono un grande appassionato di cinema e dal 2014 compongo musica per film. Amo tutto il cinema, ma soprattutto le proposte più visionarie e surreali e da sempre sono legato al mondo del cinema horror. I miei registi preferiti sono David Lynch, Alejandro Jodorowsky, David Cronenberg. Sono laureato in architettura.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

[streamweasels layout="status" channels="npcmagazine" game="" team="" ]