Sam Neill in Jurassic Park

Grazie Sam Neill, cosa ci lascia l’icona dell’antidivismo

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Ci sono attori che osservi – e magari ammiri – e altri con cui cresci, ti immedesimi e ai quali ti leghi in modi inspiegabili. Leggendo sui social i commenti per la scomparsa di Sam Neill, avvenuta il 13 luglio 2026, l’impressione è che una generazione abbia perso (e, forse, fino a poco fa, abbia dato per scontato) un’icona pop. Non una di quelle sempre sotto la luce dei riflettori, eccessiva e discussa, quanto più una di quelle carismatiche e silenziose.

Sam Neill interpreta Alan Grant in Jurassic Park

L’attore Sam Neill, con all’attivo decine di pellicole e alcuni interessanti ruoli in serie tv, deceduto all’età di 78 anni, può essere considerato per il suo stile di vita un perfetto esempio di antidivismo: un uomo dedito alla vita tranquilla e ritirata nella sua fattoria in Nuova Zelanda piuttosto che al red carpet e ai suoi drammi. Il ruolo per cui è divenuto straordinariamente celebre è senz’altro Alan Grant in Jurassic Park. Sebbene Spielberg avesse proposto il ruolo ad Harrison Ford, vista anche la facile sovrapposizione tra il paleontologo e l’archeologo Indiana Jones – già magistralmente interpretato da Ford e diretto proprio da Spielberg – il rifiuto dell’attore aprì le porte a un volto meno hollywoodiano, ma non meno abile.

Di fatto, molti giovanissimi si sono appassionati al cinema, ai dinosauri e hanno studiato paleontologia grazie ad Alan Grant, quando da piccoli guardavano con occhi sognanti e increduli quell’intrepido professore affrontare enormi e temibili creature. Steve Brusatte, uno dei più rinomati paleontologi della sua generazione, professore di paleontologia dei vertebrati all’Università di Edimburgo, scrive nel celebre saggio Ascesa e caduta dei dinosauri: «Ho avuto il privilegio di condividere questo fervore con tanti altri giovani paleontologi e paleontologhe di tutto il mondo, una generazione di ventenni o trentenni cresciuta con Jurassic Park».

Sam Neill e Laura Dern guardano il brachiosauro in Jurassic Park

Questo è solo un esempio dei moltissimi possibili che dimostra l’importanza della pellicola e del protagonista nella vita degli studiosi, affascinati da quell’uomo con la camicia blu e il cappello. Sebbene sia stato il suo ruolo più celebre, e anche quello per cui rimarrà immortale, Sam Neill ha recitato in numerose produzioni riconosciute da pubblico e critica, dando prova di un talento straordinario ed eclettico.

La carriera, gli inizi e il successo di Sam Neill

Nigel Neill, nome poi cambiato in Sam, più accattivante per il cinema, nasce nel 1947 in una cittadina in Irlanda del Nord. Dopo essersi trasferito in Nuova Zelanda, paese d’origine del padre, si laurea in letteratura inglese, ma, dopo la formazione classica, si appassiona alla recitazione teatrale e poi al cinema. I suoi primi lavori sono alla regia di alcuni brevi documentari per la National Film Unit. Ma è da attore che Sam Neill conquisterà la fama, soprattutto grazie alle sue capacità espressive, quel suo modo di trasmettere emozioni e tormenti con semplici sguardi e movimenti facciali.

Questa abilità sarà poi evidente in produzioni come Peaky Blinders, nei panni dello spietato ed enigmatico ispettore capo Chester Campbell, e Possession, film del 1981 che lancerà la carriera internazionale di Sam. Diretto da Andrzej Żuławski, Possession, presentato al 34° Festival di Cannes, è un thriller psicologico controverso e affascinante, divenuto con il tempo un vero e proprio cult. Sam Neill interpreta Mark, un agente segreto di stanza a Berlino Ovest, ma l’interpretazione per la quale la pellicola verrà ricordata è quella di Isabelle Adjani, premiata a Cannes come miglior attrice.

Sam Neill interpreta Alisdair Stewart in Lezioni di piano

Per l’attore la definitiva consacrazione arriverà però agli inizi degli anni ‘90. Caccia a ottobre rosso (1990, John McTiernan), Il seme della follia (1994, John Carpenter) e Lezioni di piano (1993, Jane Campion, film vincitore di tre Premi Oscar e della Palma d’Oro al Festival di Cannes), sono, insieme a Jurassic Park, le pellicole in cui Sam Neill lavora in quel periodo, affrontando così generi differenti e partecipando a produzioni di primissimo piano.

Lezioni di piano, uno dei film australiani più premiati di sempre, in particolare, evidenzia le capacità attoriali di Sam; qui interpreta Alisdair Stewart, un ricco e a tratti violento proprietario terriero, che deve sposare – in quello che è un classico matrimonio combinato – la protagonista Ada McGrath (Holly Hunter), muta dall’età di sei anni. Ada è una grande pianista, ma ciò ha creato molti problemi con il promesso sposo sin dal primo incontro: lo strumento viene infatti considerato troppo ingombrante per l’abitazione.

George Baines (Harvey Keitel), mentre vede suonare la donna sulla spiaggia (luogo dove il pianoforte era stato abbandonato), se ne innamora perdutamente. Baines decide così di acquistare il pianoforte da Alisdair per farsi dare lezioni di piano da Ada. Le lezioni diverranno presto incontri amorosi, finché il tradimento non verrà scoperto. Alla fine, dopo momenti di rabbia e violenza (tra cui il tremendo taglio di un dito ad Ada), per aver scoperto il tradimento, Alisdair deciderà di lasciar andare Ada.

Sam Neill in Jurassic Park, il volto di una generazione

Il 1993 è l’anno di Lezioni di piano ma soprattutto di Jurassic Park, pellicola ispirata (più o meno fedelmente) al romanzo di Michael Crichton, che darà inizio a una storica saga che comprende tre Jurassic Park (1993, 1997, 2001) e quattro Jurassic World (2015, 2018, 2022, 2025). Spielberg scelse in Sam Neill un attore dal volto profondo, intelligente e rassicurante che prese parte a tre film della serie, divenendo (forse solo dopo alcuni dinosauri) il volto del franchise.

Sam Neill incontra il Brachiosauro nella celebre scena di Jurassic Park

Nel primo Jurassic Park, Alan Grant (il nostro Sam Neill), il matematico Ian Malcolm (l’altro protagonista principale della saga, interpretato da Jeff Goldblum) e la paleobotanica Ellie Sattler (Laura Dern) vengono invitati su una misteriosa isola dal miliardario John Hammond, che, grazie ad alcuni prodigi dell’ingegneria genetica, è riuscito a riportare in vita alcune specie di dinosauri, creando il parco a tema più spettacolare di sempre. Ma, per una serie di circostanze, le creature si libereranno e seguiranno la propria natura. L’esistenza dei dinosauri – e di una seconda isola usata per incubazioni ed esperimenti – sarà poi il motore per lo sviluppo di altre, più o meno riuscite, storie che comunque ancora oggi al cinema richiamano i fan.

I temi all’interno della saga sono pressoché trasversali, anche se affrontati con varie sfaccettature, dall’ecologia alla de-estinzione passando per i giudizi morali ed etici degli scienziati di fronte alle scoperte. Gli aneddoti sono, specie in questi giorni di lutto, moltissimi: tutti sottolineano le straordinarie capacità attoriali e umane di Sam Neill. La scena mentre si toglie gli occhiali da sole e osserva attonito per la prima volta un brachiosauro resterà per sempre una delle più iconiche nella storia del cinema, e allo stesso tempo una delle più emozionanti per milioni di bambini e bambine cresciuti con quel film.

Sam Neill, vita e malattia

Nel corso degli anni Sam Neill si divide tra vita ritirata e lavoro, prende parte a serie tv come I Tudor (nei panni del cardinale Thomas Wolsey), Peaky Blinders, la miniserie Dieci piccoli indiani (dove interpreta il generale McArthur). Nel 2022 torna, insieme a Jeff Goldblum e Laura Dern, ad interpretare Alan Grant, nel film Jurassic World – Il dominio: il film non è certamente il più riuscito, anche se l’effetto nostalgia per i più appassionati può mitigare le valutazioni sulla pellicola che sembra vivere della gloria riflessa del passato.

Rimane comunque a modo suo un momento storico, visto che si tratta della chiusura delle prime due trilogie di Jurassic Park e Jurassic World. Oggi il brand è stato riaperto da un nuovo capitolo e nuovi protagonisti. Nello stesso anno Sam Neill dichiara di avere un linfoma a cellule T, un raro cancro del sangue, dal quale era recentemente guarito. Diversi aneddoti scritti anche per affrontare le difficoltà e le sofferenze durante la malattia sono raccolti nell’autobiografia Did I ever tell you this?, destinato ora a diventare un bestseller e a godere dell’attenzione e del riconoscimento che avrebbe meritato in precedenza. Riconoscimento, gratitudine e affetto che comunque molti hanno riscoperto il 13 luglio.

Sam Neill in una scena di Peaky Blinders

Grazie Sam Neill, per le tue magistrali interpretazioni e per la tua umanità. Grazie prof. Alan Grant, per aver fatto sognare a occhi aperti i bambini della mia generazione.

E – il lettore spero perdoni questa nota personale – grazie da parte mia per essere stato il protagonista del mio film preferito. Oggi una parte della mia infanzia è morta, la mia gratitudine però è più forte che mai. Scrive Jeff Goldblum nel ricordarlo: «The next great adventure begins. Love, always and forever».

Articolo di Alberto Palmieri


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