Maggio per i cinefili di tutto il mondo vuol dire una sola cosa: è oramai alle porte il Festival di Cannes 2025, il più importante festival cinematografico del mondo. Sin dal 1946, infatti, la Costa Azzurra si illumina per dieci giorni delle stelle più luminose del mondo del cinema e dei film più belli in circolazione.
Oramai a Cannes è quasi tutto pronto: i film ci sono, le star stanno arrivando, il tappeto rosso sta venendo srotolato. Resta solo da scoprire un nuovo, entusiasmante anno di grande cinema. In attesa di scoprire dunque chi porterà a casa l’ambita Palma d’Oro, il massimo riconoscimento del festival e uno dei premi più prestigiosi che un film possa ricevere, in questo sommario riassumiamo tutte le informazioni principali che dovete sapere sulla manifestazione di cinema più importante del mondo.
Cannes 2025: date, luoghi e organizzazione
L’edizione numero 78 del Festival di Cannes si svolgerà a partire dal 13 fino al 24 maggio 2025: undici giorni di proiezioni, eventi e celebrità tutte riunite nel Palais des Festivals et des congrès de Cannes (la storica sede della manifestazione) per celebrare il cinema del presente e del futuro.
Anche quest’edizione del festival vede alla direzione generale Thierry Fremaux – una vera istituzione del cinema francese: critico cinematografico, direttore del Istituto Lumière di Lione, dirige il festival di Cannes dal 2001. Una direzione che, tra alti e bassi, fatti anche da controversie – storica oramai è la questione dei rapporti tra Netflix e il Festival iniziata nel lontano 2018 -, sta vivendo soprattutto negli ultimi anni un periodo di grande lustro grazie ad una selezione particolarmente vincente: solo negli ultimi due anni, infatti, il Festival ha presentato (in anteprima mondiale, criterio fondamentale per la selezione al festival) film come Anora, Anatomia di una Caduta, La Zona d’Interesse, Flow – Un Mondo da Salvare e Perfect Days, giusto per citarne alcuni.
È stato lui, inoltre, ad aver scelto il doppio poster di questa edizione, che celebra attraverso l’abbraccio di Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimée i quasi sessant’anni di Un Uomo, Una Donna, film di Claude Lelouche che trionfò al Festival nel 1996 con la Palma d’Oro: un modo per omaggiare anche la recente dipartita dell’attrice francese che stregò anche Fellini, che la rese protagonista de La Dolce Vita e 8 ½.
Come tutti i festival, anche Cannes è organizzato in sezioni differenti, più o meno competitive, in modo da raggruppare pellicole coerenti tra loro per obiettivi e ambizioni: tra le altre, figurano il Concorso Internazionale – la sezione più prestigiosa, dove i maestri più acclamati e le pellicole più di rilievo da tutto il mondo competono per la Palma d’Oro -, la sezione Un certain regard – competitiva, raccoglie le pellicole di giovani autori oppure opere di natura più sperimentale -, la sezione Fuori Concorso – che raccoglie le opere più “da grande pubblico” e commerciali, sia pure di grande valore – e la sezione Cannes Premiere – altra sezione fuori concorso, che mette in risalto invece lavori di autori affermati a livello mondiale.
Giurie e ospiti della 78a edizione del Festival
A giudicare le pellicole nei due concorsi principali, come sempre, c’è una giuria d’eccezione. Partendo dalla giuria del Concorso Internazionale, a presiederla ci sarà quest’anno Juliette Binoche, una vera istituzione del mondo cinematografico francese e internazionale, che proprio a Cannes ha vinto il Premio alla Migliore Attrice nel 2010 per Copia Conforme di Abbas Kiarostami. Un’attrice di fama e bravura internazionali, che ha lavorato con alcuni dei maggiori autori della cinematografia contemporanea – oltre al citato Kiarostami si possono annoverare Krzysztof Kieślowski, Claire Denis, Michael Haneke, David Cronenberg, Leos Carax e Chantal Akermann.
Ad affiancarla nell’arduo compito di giudicare le pellicole del Concorso Internazionale ci saranno Halle Berry (attrice statunitense, nota per Monster’s Ball e Cloud Atlas), Payal Kapadia (autrice indiana, il cui All We Imagine As Light – Amore a Mumbai ha vinto nel 2024 il Grand Prix), la nostra Alba Rohrwacher (L’Amica Geniale, Maria), Leïla Slimani (scrittrice franco-marocchina, premio Goncourt per Ninna Nanna), Dieudo Hamadi (documentarista congolese, regista di Downstream to Kinshasa), Hong Sangsoo (autore coreano tra i più amati, noto per On the Beach at Night Alone e Right Now, Wrong Then), Carlos Reygadas (autore e produttore messicano, regista di Post Tenebras Lux) e Jeremy Strong (attore statunitense, famoso per la serie televisiva Succession e The Apprentice).
A far parte della giuria di Un Certain Regard, invece, troviamo la presidente Molly Manning Walker (autrice britannica nota per il suo esordio, trionfatore a Cannes 2023, How To Have Sex), Louise Courvoisier (regista e sceneggiatrice francese, autrice di Holy Cow), Vanja Kaludjercic (direttrice artistica del Rotterdam International Film Festival), Roberto Minervini (documentarista italiano noto per I Dannati e Louisiana (The Other Side)) e Nahuel Pérez Biscayart (attore argentino, presente in 120 Battiti al Minuto e Kill The Jockey).
Va, inoltre, segnalato che a capo della giuria della Camera D’Or – la giuria che conferisce il premio per la migliore opera prima – c’è la regista e sceneggiatrice italiana Alice Rohrwacher (sorella dell’Alba nella giuria del Concorso), la cui storia è intrinsecamente legata al festival francese, visto che tutte le sue opere hanno avuto la loro premiere mondiale lì e hanno portato anche a casa premi importanti: la sua opera seconda Le Meraviglie ha vinto il Grand Prix nel 2014, mentre Lazzaro Felice vinse (in ex-aequo) il Premio alla Miglior Sceneggiatura nel 2018.
Oltre alle maestranze all’interno della giuria, il Montées des Marches – vale a dire la celebre passerella cannese, fatta di 24 scalini ammantati dal tappeto rosso che gli artisti salgono per entrare alla prima dei loro film – si animera e si riempirà di altre celebrità, invitate per presentare i loro film o meno. Tra le altre personalità attese quest’anno sulla Croisette, abbiamo Benicio del Toro, Joaquin Phoenix, Emma Stone, Pedro Pascal, Austin Butler, Paul Mescal, Josh O’Connor, Elodie, Alana Haim, Renate Reinsve, Robert Pattinson, Jennifer Lawrence, Vickie Krieps, Kristen Stewart, Denzel Washington, Tom Cruise, Margaret Qualley, Chris Evans, e tanti altri ancora…
L’ultima (o prima?) grande star attesa è Robert De Niro, il quale è stato insignito la Palma d’Oro alla Carriera 2025: essa gli verrà consegnata durante la cerimonia di apertura, prevista per il 13 maggio con la proiezione, fuori concorso, del film Partir un jour, opera prima della giovane regista francese Amélie Bonnin basata sull’omonimo cortometraggio vincitore del César come Miglior Cortometraggio di Fiction nel 2023.
I film più attesi del festival di Cannes 2025
Quando si parla di Cannes, non si può non pensare ai film. La selezione del festival di Cannes, come si è già detto, è tra le più apprezzate e lodate a livello mondiale per la qualità dei titoli e dei cineasti che vengono invitati a presentare le loro opere. Anche quest’anno la line up è particolarmente ricca di opere molto attese e di autori celebrati, di film attesi dal pubblico, dai cinefili e dagli addetti ai lavori. La lista è talmente tanto ricca di titoli che non possiamo in questa sede approfondirli tutti: qui di seguito, quindi, ci sono solo alcuni dei film più attesi sulla Croisette.
All’interno della selezione di quest’anno saltano subito all’occhio due film, entrambi Fuori Concorso, ad alto tasso adrenalinico: Highest 2 Lowest di Spike Lee e Mission: Impossible: The Final Reckoning di Christopher McQuarrie. Partendo da quest’ultimo, l’ultimo capitolo della saga di Ethan Hunt (Tom Cruise) chiude non solo il ciclo iniziato col precedente Dead Reckoning, ma l’intera saga di Mission: Impossible, iniziata nel lontano ormai 1996 dall’omonimo film di Brian de Palma. In questa nuova missione dell’agente speciale statunitense, lui e il suo team devono rintracciare una nuova, terrificante arma che minaccia l’intera umanità se cade nelle mani sbagliate. Nel cast, anche Vanessa Kirby, Simon Pegg, Angela Bassett e Nick Offerman.
Nel caso del film di Lee, invece, parliamo di un remake del capolavoro di Akira Kurosawa Anatomia di un Rapimento. Prodotto dalla A24 e distribuito da Apple TV+, il film racconta la storia del magnate Kingo Gondo (Denzel Washington, alla sua quinta collaborazione col regista di Fa’ la cosa giusta), prossimo ad un importante passo nella sua carriera, che subisce una battuta d’arresto a seguito del rapimento di suo figlio (A$AP Rocky), per il quale viene messo un riscatto talmente grande da poter mandare in aria i progetti di Gondo. Ad affiancare i due, all’interno della pellicola ci saranno anche Jeffrey Wright e, per la prima volta sul grande schermo, la rapper Ice Spice.
Passando al Concorso Internazionale, invece, particolarmente atteso è il ritorno di Julie Ducournau1, cineasta francese vincitrice della Palma d’Oro nel 2021 per il suo horror sui generis e sul genere Titane. Il suo nuovo progetto, Alpha, racconta di una ragazza di tredici anni che vive con la sua mamma single (Golshifteh Farahani): tutto cambia nella loro vita quando la giovane rientra da scuola con un tatuaggio sul braccio. Del progetto si sa ancora molto poco – se non che NEON distribuirà il film negli Stati Uniti e che il cast vede anche la presenza di Tahar Rahim e Emma Mackay -, e proprio questo (assieme alla sfrentata immaginazione horror che contraddistiingue il cinema di Ducournau) è motivo di grande attesa.
Altra autrice sulla cresta dell’onda festivaliera mondiale, Carla Simón sbarca per la prima volta a Cannes con il suo Romeria, film successivo al suo Alcarras, che le è valso l’Orso d’Oro a Berlino nel 2022. Il suo nuovo film racconta la storia di Marina, una giovane donna che ricerca i suoi familiari per ottenere alcune informazio su suo padre, morto di AIDS. Il film, con la direzione della fotografia di Hélène Louvart (collaboratrice storica di Céline Sciamma, della presidente della Camera d’Or Alice Rohwacher e di Leos Carax), segna il ritorno dunque di un’autrice in grado di esplorare il mondo rurale con grande apprensione e partecipazione, tra le nuove autrici più affermate nella contemporaneità.
Diametralmente opposto a quest’ultimo è il caso di Sound of Falling. Diretto da Mascha Schilinski alla sua opera seconda, il film è tuttavia sulla bocca degli insiders di Cannes da tempo oramai: sono settimane, infatti, che girano voci in merito alla reazione al film del comitato di selezione del festival, rimasto particolarmente impressionato dalla pellicola, tanto da inserirla immediatamente nel Concorso principale, pur essendo la cineasta (ancora) molto poco nota nel panorma contemporaneo.
A questo si unisce l’entusiasmo espresso da mk2, curatore delle vendite internazionali dei diritti del film: “We were simply blown away when we saw SOUND OF FALLING. Mascha Schilinski’s vision is so bold and visceral, this signals the arrival of an exceptional new voice in cinema”2 hanno dichiarato. Il film, che racconta la storia di quattro ragazze nate in quattro decenni diversi che condividono i loro anni formativi in una fattoria isolata e paiono particolarmente legate tra loro, proprio per questo chiacchiericcio non può non generare grande attesa nei festivalgoers e nei cinefili di tutto il mondo.
Oltre a questi titoli che abbiamo voluto evidenziare, non possiamo non menzionare la presenza nella line up di opere attesissime del calibro de La Trama Fenicia, nuova fatica di Wes Anderson con un cast da capogiro capitanato da Benicio del Toro; di Eddington, western contemporaneo ambientato durante la pandemia del 2020 scritto e diretto da Ari Aster (alla sua prima volta a Cannes); e delle Jeunes Mères dei fratelli Dardenne, habitués del festival, tanto da aver vinto già due Palme d’Oro, per Rosetta (1999) e L’Enfant – Una storia d’amore (2005).
Oltre a questi, spiccano anche Die, My Love, nuova fatica di Lyenne Ramsey (…e ora parliamo di Kevin, You Were Never Really Here) che segna il ritorno di Jennifer Lawrence sulle scene dai tempi di Don’t Look Up, qui affiancata da Robert Pattinson e LaKeith Stanfield; Sentimental Value, il nuovo dramedy di Joachim Trier (Oslo, August 31st, La Persona Peggiore Del Mondo) con un cast stellare composto da Renate Reinsve, Stellan Skarsgård ed Elle Fanning; e di New Wave, scritto e diretto da Richard Linklater (l’uomo dietro la Before trilogy e Hit Man), che ricostruisce la produzione di Fino all’Ultimo Respiro di Jean-Luc Godard e la nascita della Nouvelle Vague.
Un’ultima menzione d’onore va, all’interno del concorso di Un Certain Regard, a tre esordi registici di altrettante star hollywoodiane: Eneonor The Great di Scarlett Johanson con protagonisti June Squibb e Chiwetel Ejiofor, The Chronology of Water di Kristen Stewart tratto dall’omonimo memoir di Lidia Yuknavitch con protagonista Imogen Poots, e Urchin di Harris Dickinson, recentemente visto in Babygirl al fianco di Nicole Kidman.
C’è anche un po’ d’Italia a Cannes (!)
Il festival di Cannes accoglie il meglio delle pellicole dal mondo – anche se, va detto, la sua selezione è stata anche criticata per il suo essere molto europa- e americo-centrica, a scapito di cinematografie come quella asiatica e africana. In questo melting pot cinematografico non può tuttavia mancare il nostro Paese, presente (quasi) ogni anno con ottimi rappresentanti della nostra cinematografia. In questa edizione del festival, vi sono ben tre lungometraggi nostrani nella Selezione Ufficiale, uno nel Concorso principale e due nella sezione Un Certain Regard.
A rappresentare il cinema italiano nel variegato e prestigioso Concorso internazionale ci sarà Fuori, l’ultima fatica di Mario Martone. Il film, sceneggiato da Ippolita Di Majo, racconta la storia di Goliarda Sapienza (Valeria Golino, cortocircuito interessante questo, visto che la stessa ha diretto l’adattamento televisivo del romanzo più famoso dell’autrice siciliana, L’Arte della Gioia), nello specifico della sua – reale – esperienza nel carcere femminile di Rebibbia nel 1980. Una volta uscita, continua ad intrattenere dei rapporti con alcune delle detenute che ha conosciuto nel carcere, legandosi in particolare con una di loro (Matilda de Angelis): il loro rapporto sarà talmente potente da restituire alla scrittrice la gioia di vivere e di scrivere.
Alla sua dodicesima regia cinematografica, il sessantacinquenne Mario Martone torna sulla Croisette per la quarta volta dopo L’Amore Molesto (1995), L’Odore del Sangue (2004, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs) e Nostalgia (2022). Il regista napoletano in questo suo ultimo film torna a confrontarsi con l’eredità culturale del nostro Paese dopo Il Giovane Favoloso, racconto straziante della vita di Giacomo Leopardi, e Qui Rido Io, resoconto della famiglia e dell’eredità di Eduardo de Filippo, tra le voci del teatro italiano più importanti. Da segnalare nel cast anche la presenza della popstar e attrice Elodie che, dopo l’exploit ottenuto con Ti Mangio il Cuore e Gioco Pericoloso, si misura per la prima volta con il cinema d’autore.
Oltre a Fuori, però, altre due pellicole rappresenteranno il cinema italiano al Festival di Cannes 2025, entrambe nella sezione Un Certain Regard. La prima è Testa o Croce?, opera seconda di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis dopo l’acclamata prova de Re Granchio (Quinzaine des Réalisateurs 2021). I due registi a questo giro si misurano con un western dal sapore europeo: agli inizi del ‘900, quando gli spettacoli di Buffalo Bill arrivano anche in Italia, la giovane sposa (Nadia Tereszkiewicz) di un signorotto romano s’innamora e scappa con un giovane (Alessandro Borghi) sul quale pende una taglia. Inizierà così un inseguimento che finirà persino per coinvolgere lo stesso Buffalo Bill (John C. Reilly). Un titolo, questo, molto atteso dai giovani cinefili nostrani.
Infine, l’ultima pellicola che rappresenterà l’Italia a Cannes 2025 è Le città di pianura, opera prima di Francesco Sossai. Il film è un road movie ambientato in Veneto: due spiantati cinquantenni (Sergio Romano e Pierpaolo Capovillla) hanno un’ossessione: “andare a bere l’ultimo bicchiere”. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per caso in Giulio (Filippo Scotti), un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di immaginare il futuro. Dopo le prove con i cortometraggi, di cui si segnala soprattutto Il compleanno di Enrico, Sossai è pronto ad esordire in grande stile sulla Croisette.
Il programma, come si può ben vedere, è particolarmente ricco (e qui ve ne abbiamo dato solo un assaggio!): non resta che aspettare l’inizio del festival per scoprire cosa ci riserverà questo 2025 cinematografico.
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- Seconda donna nella storia del festival a vincere la Palma d’Oro (nonché la prima a vincerlo esclusivamente) dopo la vittoria nel 1993 (ex aequo con Addio, Mia Concubina di Chen Kaige) di Lezioni di Piano, scritto e diretto da Jane Campion. ↩︎
- “Siamo rimasti semplicemente impressionati quando abbiamo visto SOUND OF FALLING. La visione di Mascha Schilinski è così coraggiosa e viscerale, questo segnala l’arrivo di una nuova, eccezionale voce nel mondo del cinema.” ↩︎
